
Premiazione Festival Iolanda Cappuccio-Tre Muse 2026
Domenica scorsa,16 agosto 2026 nella stupenda cornice della
piazzetta antistante la chiesa del Carmine di Pisciotta, sotto il suo secolare campanile il tutto avvolto dalla volta di un meraviglioso cielo stellato, si è svolta la seconda Edizione del Festival Iolanda Cappuccio -Tre Muse. Buona parte dei concorrenti, persone eccezionali e stoiche hanno affrontato la calura e il viaggio per essere presenti al Festival e immergersi nella cornice paradisiaca di Pisciotta. Ad accoglierli hanno trovato il bravissimo e storico giornalista Nicola De Feo, che sin dal 2007 conduce gli eventi culturali organizzati dalla rappresentante legale dell’Associazione Iolanda:la professoressa Maria Marsicano e ha sottolineato agli astanti che la prima edizione era composta da sole tre sezioni a cui alla seconda edizione se ne sono aggiunte altre tre, ma che conoscendo bene la professoressa Marsicano era certo che avrebbe portato a nove il numero delle sezioni per uguagliarlo al numero delle Muse. Avrà ragione il giornalista De Feo ? Le sezioni resteranno sei o aumenteranno? Lo scopriremo nelle prossime edizioni.
Il Festival si è avvalso della preclara giuria composta dai giurati : Avv. Milena Capparrone per la sezione letteraria di lirica e poesia in preghiera, il dottor Luigino Mautone per la sezione pittura di cui è un cultore, il fotoreporter Domenico Laviano per la sezione fotografia, il regista Aniello Fiorillo per la sezione scultura, il professore Gianluca Veneroso per la sezione emigrazione. La serata è stata piacevolissima per il clima familiare che si è instaurato e per l’attenzione dedicata a tutti i temi trattati.
I vincitori delle varie sezioni sono i seguenti:
Sezione lirica: Maurizio Bacconi con ” La voce pacata del mare” si è aggiudicato il primo posto del podio con “Una lirica evocativa nella quale i sensi sono coinvolti in una personificazione del mare, che sa essere compagno di sogni e di speranze. La personificazione però non si limita al mare, ma chiama a testimoni anche il vento e la luna, affinchè siano latori di ciò che la vita non ha mai concesso. Infine la battigia, sulla quale il poeta cammina, è la strada che lo conduce all’incontro con l’alba e, quindi, con la vita.” Dario Alderisi con ” Tre metri d’amore ha concquistato il secondo posto con ” È di tre metri l’ altezza che l’anima del poeta raggiunge per amore ? O sono genericamente “tre” i metri utilizzati dal poeta per raccontare la propria esperienza? Questa lirica descrive ” un coupe de foudre” con le sensazioni provate in un crescendo di estasi interiore. Interessante è il gioco tra i versi isosillabici e le rime che, ad ogni strofa, non seguono uno schema fisso ma sono come impazzite d’amore. ” Maria Mollo con “Un cumulo di straccetti ha ottenuto il terzo posto ” In una lirica in cui l’uso
dei diminutivi assume una valenza di familiarità: un cumulo di straccetti ed un pezzetto di cartone, sono questi gli unici beni visibili di un’ anima che nasconde qualcosa di più grande, la propria dignità. È evidente e volutamente incisivo il contrasto tra l’inumana indifferenza degli altri e il sorriso senza denti di una forte ed unica presenza umana.
Sezione poesia in preghiera:
“A te o Madre la mia preghiera ” di Romualdo Guida ha meritato il primo posto. In questa lirica la sinestesia iniziale, nello sguardo silenzioso, emana dolcezza e speranza. Tutto il lessico è volutamente aulico, perchè la preghiera non è altro che un inno di lode alla Madre di Dio. La bellezza intensa e luminosa della Madre spinge i suoi figli ad un lacerante bisogno di pentimento. Il terzo procede così, in un crescendo di fiduciosa speranza fino al bisogno di un perdono finale.
Questa poesia,
come ha spiegato l’autore è dedicata alla Madonna del Carmelo, patrona di Pioppi paese del poeta.
“Ode a Santa Sofia”di Biagio Pepe si è posizionata .
al secondo posto.” Pisciotta ha tre ben patroni: Sant’ Aniello, San Vito e Santa Sofia. Un Pantheon cristiano nel quale gli abitanti di questo splendido paese cercano e spesso trovano le proprie risposte esistenziali. A Santa Sofia in particolare, è dedicata quest’ode preghiera, nella quale con parole sincere e schiette, chi canta si fa promotore di una preghiera collettiva. Santa Sofia è la patrona- matrona di Pisciotta e questa poesia ne invoca con molta partecipazione emotiva, la protezione e la guida.Con la lirica “Giustizia” Giuseppe Rizzo ha ottenuto il Premio della critica,” Questa lirica è la rappresentazione di un ‘ immagine spesso molto frequente nelle nostre strade.
Il poeta osserva un uomo che soffre, il quale seduto a terra, benchè chieda con molta dignità , resta inascoltato. La povertà esteriore lo rende “scomposto ” ma la sua dignità lo fa essere “assiso” e non semplicemente seduto. Il titolo sembrerebbe frutto di un auspicio e di una speranza, ma la vita non sa donare, anzi tale è la sua disperazione , che anche la morte potrebbe essere il preludio ad un’ ulteriore ed inaspettata punizione”
Anna Senese con ” Su strade perigliose mi sono affacciata” premio della giuria. Questa lirica è un ‘apostrofe al ricordo, alla luce e alla speranza. In essa vi è un ‘alternanza tra realtà evocata e realtà sovranaturale, in un connubio tra esperienza terrena e divina. Le parole quasi come un flusso di coscienza sono rivolte a qualcuno, ma la vera protagonista della lirica è chi scrive, perchè sente su di sè la funzione salvifica della stilnovistica”donna-angelo” Ed è così che la lirica si chiude, con una strofa che descrive, in un concitato susseguirsi di verbi, l’inafferrabilità del vero amore. Lucia Ruocco con ” L’amore si trova” ha ottenuto il premio del presidente di giuria. “Con un’apostrofe ad un tu ipotetico, l’autrice da alcune indicazioni per trovare l’amore. In un clima studiato
ed emotivamente partecipato il percorso è chiaro; amore è condivisione con i più piccoli, con la famiglia, con la Fede, con gli altri uomini o animali. In questo excursus manca però ciò che ci aspetteremmo, l’amore di coppia. Perchè? Forse perchè l’autrice ex silentio, vuol dirci che esso se malinteso, può diventare troppo esclusivo ed escludente, splendido, ma nello stesso tempo effimero, assolutizzante e per questo isolante, a tal punto che, a causa sua, perderemmo la capacità di leggere i segni di
Amore vero che sono come dice la lirica in tante piccole cose.” Francesco Capparrone con “E su felice” conclude felicemente la serata delle sezioni letterarie con il premio eccellenza poetica. ” Cos’è la felicità? Il quesito sembra uno dei più difficili del mondo, eppure il nostro poeta è riuscito a darsi una risposta. Lo ha fatto con l’ uso del vernacolo,espressione diretta e non mediata della propria interiorità. Nell’ anafora del predicato nominale “so felic”c’è la forza espressiva della risposta soggettiva, l’unica possibile senza ricette universali: per il poeta la felicità è condividere il tempo con chi si ama.” La platea è stata incantata dalle magistrali interpretazioni delle liriche interpretate vicendevolmente dal regista Aniello Fiorillo dal professore Gianluca Veneroso e dal giornalista Nicola De Feo.Nella sezione pittura ha trionfato Gabriella Rizzo con La bellissima opera “Portos il polpo pisciottano” aggiudicandosi il primo posto.
Portos, il polpo pisciottano, non è soltanto un personaggio: è un piccolo simbolo della nostra Marina, della sua bellezza, delle sue storie e della sua identità.
A dare forma e anima artistica a questo mondo è stata Gabriella Rizzo, architetta pisciottana della Marina di Pisciotta, alla quale è stato conferito il Primo Premio. Un
riconoscimento che assume un valore ancora più speciale perché premia un’artista che conosce profondamente il luogo da cui nasce questa storia e che, attraverso la sua sensibilità, riesce a trasformare l’appartenenza a una terra in arte.
A Gabriella il plauso e le congratulazioni della giuria. A Portos, invece, il compito di continuare a nuotare nella fantasia e nel cuore di Pisciotta.
Un premio che profuma di mare, di arte e di casa.
La Sezione Fotografia ha premiato Giuseppe Moggia – fotoreporter video maker iscritto Airf e giornalista
con il primo posto per un suo scatto artistico in una sfilata di abiti da sposa.
Con il primo posto ex aequo l’architetto Marco Capua con una foto dal titolo “La ragazza con la valigia per Amsterdam” perchè dietro una foto patinata vi è il dramma di una terra che non ha imparato ad amare i suoi figli. La triste storia dell’ ennesima giovane che emigra per studio o per lavoro.
Il secondo posto va a pieno titolo al giornalista scientifico Eugenio Sorrentino con la foto ” Il convento che non c’è più”, documentaria del convento dei francescani di Pisciotta, la foto ha ritratto le auguste arcate rette da robuste mura in pietra, affacciate su ferro uncinato, anima di pilastri di cemento in divenire che prova a graffiare l’antico.”
Il terzo posto del podio è per la giornalista Manuela De Rosa; con la foto dal titolo: ” In balia della barca, come nella vita”.
L’uomo e il mare non in romanzo, ma in vita vissuta.
Infine il terzo posto ex aequo se lo aggiudica Domenico De Rosa con la foto “L’uomo e il cavallo in mare in un ‘alba crepuscolare ”
Oggi con il caro benzina qualcuno è passato dall’auto al cavallo sulle strade. L’autore di questa foto invece è il precursore del cambiamento dai sommergibili al cavallo in mare.Chicca della serata la spettacolare opera del presepe dell’illustre artista poliedrico pisciottano: dottore Giuseppe Rizzo, scrittore, poeta e scultore.
Il suo presepe di ben 38 Kg troneggiava al centro dell’uscita della Chiesa tutto illuminato e degno di essere inserito nell’arte presepiale degli artisti di San Gregorio Armeno e nelle esposizioni di tale arte sia nazionali che internazionali . Ovunque conquisterebbe il primo posto, a
Pisciotta gli è stato conferito il Premio di identità territoriale, non solo perchè ricorda la forma presepiale di Pisciotta, ma perchè è stata usata una pietra pisciottana del giardino del dottore che aveva portato con sè, a Pomigliano d’Arco sua patria adottiva da ben 50 anni. L’opera denota uno spirito creativo la cui minuzia ricorda il CREATORE di tutte le cose. Il Premio Identità territoriale, quindi è stato assegnato a Giuseppe Rizzo per la sua straordinaria scultura del Presepe, nella quale ha saputo reinterpretare la tradizione della natività attraverso l’immagine e l’ anima di Pisciotta.La sua opera non è soltanto un presepe : è un vero e proprio omaggio alla terra d’origine, alle sue case, ai suoi scorci, alla sua storia e a quella particolare identità che ogni pisciottano porta con sè, ovunque si trova. Giuseppe Rizzo, pisciottano anch’egli ha saputo trasformare la propria appartenenza in arte, creando un ‘opera nella quale la tradizione del presepe incontra la memoria e la bellezza di Pisciotta. È Proprio questo il valore più profondo dell ‘opera : raccontare Pisciotta attraverso l’arte e custodirne l’identità attraverso la creatività. Per l’originalità, la cura artistica e soprattutto per la capacità di rappresentare, attraverso il presepe, l’essenza e l’identità della comunità pisciottana Giuseppe Rizzo è pienamente meritevole del Premio Identità territoriale. Complimenti Giuseppe , per aver trasformato l’amore per Pisciotta in un’opera d’arte capace di parlare al cuore di tutti i pisciottani. Pisciotta non è soltanto un luogo : è un’identità che vive nelle persone, nella memoria e nelle opere di chi la ama.
Il primo premio della Sezione Emigrazione viene assegnato a Piergiorgio Melissari per aver raccontato con grande sensibilità e partecipazione la storia del suo bisnonno materno, Marsicano Francesco Saverio detto “Viuccio”, emigrato in Venezuela. Attraverso la vicenda di Viuccio Piergiorgio ha saputo riportare alla luce una storia familiare che diventa testimonianza di una realtà vissuta da tanti conterranei : la partenza dalla propria terra, il coraggio di affrontare una nuova vita lontano da casa e il legame con le proprie radici. Un racconto autentico e commovente, capace di trasformare la memoria di una persona cara in memoria collettiva dell’emigrazione, dando valore alle radici e al sacrificio di chi pur lontano, non ha mai dimenticato la propria terra. Per la qualità del racconto, l’autenticità della testimonianza e la capacità di trasmettere emozione e memoria Piergiorgio Melissari merita il primo posto della Sezione Emigrazione.
Il Secondo Premio della Sezione Emigrazione viene assegnato a Gerardo Fedullo per il suo interessante e significativo lavoro del libro “La festa di S. Agnello Abate nella Colonia Pisciottana di Amsterdam (New York) dedicato ai pisciottani emigrati ad Amsterdam e negli Stati Uniti.
Attraverso la scrittura e le illustrazioni, Gerardo ha saputo raccontare non soltanto la loro esperienza di emigranti, ma anche il forte legame con la fede, le tradizioni e la propria terra d’origine.
Particolarmente toccante è il riferimento alle processioni di Sant’Aniello, che gli emigrati riproponevano nelle loro comunità, mantenendo viva oltreoceano una tradizione religiosa che appartiene profondamente alla storia di Pisciotta e che ancora oggi continua a essere celebrata.
Un lavoro che dimostra come l’emigrazione possa portare lontano dalla propria terra, ma non possa cancellare la fede, la memoria, le tradizioni e il senso di appartenenza.
Per l’originalità, la ricerca e la capacità di raccontare attraverso immagini e parole il legame indissolubile tra i pisciottani emigrati e la loro terra, Gerardo Fedullo merita il Secondo Premio della Sezione Emigrazione.
Infine si porgono i più cari ringraziamenti a tutti i partecipanti, a tutti gli astanti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Festival, a tele Pisciotta, che ha consentito a tutti e soprattutto ai pisciottani lontani tra cui l’ amatissimo Presidente di giuria professore Gerardo Pinto, a cui vanno corali ringraziamenti per aver stilato profondi giudizi che sono più lirica della stessa lirica. Un grazie di cuore all’ assessora alla Cultura di Pisciotta Francesca Puglia per essere stata presente al Festival, il cui precipuo compito è promuovere sempre di più Cultura.
Infine un sentitissimo ringraziamento all’Avv. Ricciardelli di Salerno, che sebbene non abbia partecipato al Festival, ha spedito un tributo per il Venezuela. Attestando, in tal modo la sua squisita sensibilità per i più fragili.
Arrivederci alla terza Edizione del Festival Iolanda Cappuccio nella stessa piazzetta della Madonna del Carmine.
Pisciotta, 23 agosto 2026.
Fonte : PositanoNews.it