
Lidi in Campania, ombrelloni più cari del 6 per cento. Sorrento la località più costosa, Cilento più accessibile
I dati regionali confermano i rincari per la stagione estiva. Ma la mappa dei prezzi rivela profonde discrepanze: dalle tariffe record della Costiera ai rincari segnalati a Castellammare. In controtendenza a Meta, dove i listini restano calmierati nel segno dell’accoglienza.
E’ interessante il servizio dei colleghi del Corriere del Mezzogiorno inserto del Corriere della Sera anche se c’è da dire che si parla poco di Positano e Praiano, in Costiera amalfitana, e Capri, i cui prezzi sono decisamente alti, come alta è di qualità è l’offerta turistica , da One Fire a Praiano, a Bagni d’Arienzo e l’Incanto, in particolare, gli standard sono molto alti rispetto al resto della costa d’ Amalfi
Il Corriere parla di più del versante di Napoli piùttosto che Salerno e che Sorrento stava alzando l’asticella lo abbiamo già scritto noi di Positanonews in particolare a Marina Grande . L’estate campana si apre all’insegna dei rincari sul bagnasciuga. Secondo gli ultimi dati sul monitoraggio dei servizi balneari nella regione, i costi per usufruire di un ombrellone e due lettini hanno registrato un aumento medio del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Un trend inflazionistico che pesa inevitabilmente sulle tasche di residenti e turisti, ma che si manifesta in modo profondamente frammentato sul territorio, delineando una mappa dei prezzi a più velocità.
A guidare la classifica delle località più esclusive – e costose – si conferma Sorrento. Nella terra delle sirene la forte pressione del turismo internazionale e la cronica carenza di spazi sabbiosi hanno spinto le tariffe a livelli record, scatenando non poche lamentele da parte dell’utenza locale e dei pendolari del mare, penalizzati da prezzi ormai proibitivi. Al polo opposto si colloca il Cilento: le ampie spiagge salernitane si confermano la meta più accessibile della regione, dove l’offerta diversificata riesce ancora a garantire soluzioni sostenibili per le famiglie.
I rincari, tuttavia, non risparmiano altre storiche mete del litorale. A dire il vero, anche a Castellammare di Stabia la tendenza al rialzo appare evidente e suscita malumori tra i bagnanti. Le segnalazioni si concentrano in particolare sugli stabilimenti storici e più frequentati, come lo stabilimento Conte, da sempre un’autentica istituzione e meta preferita per le sue rinomate sorgenti sulfuree. Ma non si tratta di un caso isolato: l’aumento dei listini si riflette a macchia d’olio anche sulle altre strutture del litorale stabiese, riducendo i margini di risparmio per i frequentatori abituali.
Mentre su Sorrento e Castellammare si addensano le polemiche per i prezzi ritenuti eccessivi rispetto ai servizi proposti – con criticità e lamentele su Sorrento giunte a più riprese anche alla nostra redazione –, mentre si salva la spiaggia di Sant’Agnello, dove al Katarì ci sono le tariffe per residenti estese anche a Piano di Sorrento, una nota del tutto favorevole arriva da Meta. Qui, la gestione delle spiagge si distingue come un’eccezione virtuosa nel panorama regionale.
Nel comune metese, infatti, i prezzi sono rigorosamente calmierati e, cosa ancor più rilevante, vengono capillarmente rispettati da tutti i principali operatori della zona. Dal Resocone al Metamare, passando per la Marinella fino al Golden Beach e alla Conca, i gestori dimostrano che è possibile coniugare sostenibilità economica e alta qualità. Visitando di persona queste strutture, balzano subito agli occhi elementi ormai rari altrove: una spiccata gentilezza, una squisita cortesia e una professionalità impeccabile da parte del personale. Il tutto si traduce in un profondo rispetto delle tariffe basse, che restano del tutto eque, contenute e proporzionate rispetto all’eccellente livello dei servizi offerti all’utenza.
La mappa della stagione balneare campana si profila dunque come un mosaico complesso. Se da un lato l’aumento del 6 per cento fotografa una dinamica generale, dall’altro emerge chiaramente come la vera differenza sia legata alla sensibilità, all’etica e alle scelte di gestione dei singoli territori e degli operatori locali.
Fonte : PositanoNews.it