Positano . La Festa del Pesce che non c’è: tra nostalgia per Fornillo, bufale del web e il valore delle scarpe consumate

29 Settembre 2026

Per me era la festa più bella, quella del mio quartiere. Oggi, invece, è diventata l’emblema di un cortocircuito informativo che affligge la nostra epoca. Oramai siamo sommersi da siti clone che copiano in continuazione il nostro lavoro; una dinamica che, prendendola con filosofia, rappresenta la garanzia che gli articoli di Positanonews hanno una forte eco. Ma c’è un problema di fondo: quando si parla di Positano, troppo spesso lo si fa “a spiovere”.

Gente che accampa anteprime stando comodamente seduta in poltrona, senza muovere un passo e senza consumare le suole delle scarpe. Penso ai recenti incendi sul nostro territorio: per raccontarli non ho dormito, ho seguito le fiamme passo dopo passo e le scarpe me le sono letteralmente bruciate.

L’informazione “a spiovere” e il primato del territorio

Oggi navighiamo tra le immense potenzialità dell’Intelligenza Artificiale (che noi stessi usiamo come strumento giornalistico, ma con rigorosa cognizione di causa) e le derive dei social network che, come mi ricordò il grande Umberto Eco in un’intervista, hanno dato voce a legioni di imbecilli. Un concetto su cui mi sono spesso confrontato anche con il sociologo Domenico De Masi, con cui ho avuto l’onore di lavorare come addetto stampa a Ravello.

Sul web si dice di tutto e di più, ma l’informazione richiede responsabilità e memoria storica. L’affidabilità è data dalle persone in carne ed ossa, prima ancora che dalle testate. Certo, avere un giornale registrato in tribunale è un discrimine fondamentale per la responsabilità civile e penale, e persino i giganti inciampano (basti pensare al Corriere della Sera che, nella corsa contro il tempo per battere i competitor, ha dato per morto Alessandro Di Battista). Ma l’informazione locale, oggi, è la più importante di tutte.

Supera i social e supera l’intelligenza artificiale, perché è radicata nel territorio: è verificabile, tangibile e migliorabile dai lettori stessi. Quando si raccolgono notizie di prima mano, non c’è algoritmo che tenga. L’I.A. ragiona sul passato, sui dati che già possiede; il cronista vive il presente. È la stessa lezione che ripeto ogni anno ai miei studenti del Liceo Marone di Meta e ai giovani che vengono a lavorare in redazione: mai demonizzare gli strumenti tecnologici, ma ricordarsi sempre che nulla supera la cara vecchia suola delle scarpe.

Il miraggio della Festa del Pesce

Ed è proprio sfogliando le rassegne stampa, tra giornali cartacei e siti web, che ci si scontra con la realtà delle informazioni non verificate. Diversi portali, in questi giorni, hanno inserito nei loro programmi la Festa del Pesce. Una notizia bellissima, se non fosse che purtroppo non è vera.

È un errore certamente meno grave di un finto decesso, ma è l’ennesimo indice di come il web sia un contenitore di informazioni errate, che non vengono verificate e nemmeno corrette. Anche noi, per carità, possiamo sbagliare, ma interveniamo immediatamente per rettificare e dare il meglio ai lettori.

A Positano in tanti, tantissimi, sentono la mancanza di questo che era uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, il simbolo della chiusura della stagione estiva. Tradizionalmente in programma l’ultimo sabato di settembre, l’evento trasformava la suggestiva spiaggia di Fornillo in un palcoscenico magico di convivialità, musica e tradizione. Col tempo era diventato un punto di riferimento per i residenti di tutta la Costiera Amalfitana e per i numerosi turisti che, attratti dalla bellezza del luogo, vi si immergevano per gustare pescato fresco tra balli e sorrisi.

Una sinergia che manca al cuore di Positano

Il successo travolgente della manifestazione aveva coinvolto decine di volontari, uniti da una sinergia straordinaria che rafforzava il senso di comunità. Purtroppo, dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia, la Festa del Pesce non è più tornata ad animare le notti di Fornillo. È una decisione che pesa sul cuore dei positanesi, dettata dalla consapevolezza che la crescita esponenziale dell’evento ne aveva reso la gestione logistica e la sicurezza sempre più complesse.

Resta il rammarico per la perdita di un appuntamento che valorizzava l’anima autentica e culturale di Positano, unendo la comunità locale e i visitatori. Al di là delle sciocchezze scritte da chi non verifica le fonti, l’annuncio dato in questi giorni da vari siti va forse letto, più che come una notizia, come un grande, sincero auspicio per il futuro.

Fonte : PositanoNews.it

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