
Sant’ Antonio a Sorrento, il ricordo dello storico Galano
Mia nonna Anna, buonanima, era solita invocare Sant’Antonio così: “Tu, Sant’Antonio, che fai tridece ‘razie ‘o juorn, fanne una pure a me”. Credevo, peccando di presunzione, che fosse una semplice invocazione popolare, ma sbagliavo.
Nei tredici giorni che precedono la festa di Sant’Antonio, cioè durante la cosidetta “tredicina”, si celebrano ben 13 messe e si pensa che il Santo, ogni giorno, elargisca ben 13 grazie ai suoi devoti.
A Sorrento, sin dalla seconda metà del ‘500, la devozione verso il Santo portoghese ha sempre suscitato grande fervore popolare. Erano stati i frati francescani conventuali, chiamati ad occupare l’antica chiesetta di Sant’Eufemia, a promuovere il culto antoniano.
Venne sviluppandosi, sempre di più, la devozione al gran Santo francescano e le balze rocciose a picco sul convento, pian piano, vennero assumendo una nuova denominazione: “Monte Sant’Antonio”.
Oggi, 13 giugno, voglio rivolgere speciale augurio a tutti coloro che portano il nome Antonio. Lo faccio, di cuore, condividendo un articolo pubblicato sul sito web “La Grotta di Giano” e mostrandovi, in alta definizione, una meravigliosa immagine donatami da Rosamaria Davide e restaurata da Liberato Gargiulo.
Gennaro Galano
Fonte : PositanoNews.it