Agorà: al Caruso, a Belmond Hotel di Ravello, il 12 settembre una serata di sapori, galassie e grandi emozioni. Di Emilia Filocamo

15 Settembre 2026

Italo Risi è tra i primi produttori ad arrivare. Giovanissimo, viene fuori entusiasta dal furgone che da Bojano, provincia di Campobasso, ha macinato chilometri, salite e tornanti. Non è stanco, o almeno non lo dà a vedere. E’ impaziente di mostrare cosa ha portato e soprattutto cosa la sua azienda, Matese Officinali, è in grado di realizzare. Sono da poco passate le sedici e il Caruso, a Belmond Hotel di Ravello, parla di Dieta Mediterranea per l’ultimo appuntamento di stagione, Agorà. Un evento cominciato quattro anni fa quasi in sordina, con pochi produttori, per lo più cilentani, e pochi invitati, e con un sindaco eccezionale, quello di Gioi Cilento, Maria Teresa Scarpa, che faceva già intuire che il viaggio sarebbe stato molto più lungo. Il 12 settembre 2026, i produttori che arrivano al Caruso sono più di venti, da quelli storici a quelli che arrivano per la prima volta, e i confini regionali non più una condicio sine qua non. L’agorà è una piazza, e in una piazza si raccolgono giustamente più esperienze, più storie, e provenienze disparate. Ricordo perfettamente come è iniziata quattro anni fa: una stretta di mano della General Manager Iolanda Mansi nella lobby del Caruso, dall’altra parte l’energica Maria Scarpa, assaggi, una borsa con dentro fichi ripieni o ‘mbaccati, come ripete lei spesso con l’accento giusto, , tisane, proposte di abbinamenti, eventi per promuoverli. Oggi quei produttori sono parte integrante del Caruso in un circuito virtuoso che sceglie la qualità, la dedizione, l’amore per il territorio che si traduce in nicchia, eccellenza. Da quella stretta di mano sono arrivate poi le visite alle aziende, le foto, i sapori, le leggende, i ricordi dei produttori che conoscevo già da anni, i tempi di raccolta, i vasetti delle conserve, le ricette, gli ingredienti, le curve del Cilento, la forma delle montagne. Alle diciannove del 12 settembre tutto può cominciare: il pubblico è impaziente, gli si augura buona agorà, si consegna una shopping a tema in cui trovare due dei sapori che assaggeranno nei Giardini Wagner. Si scendono i gradini, distratti dal tramonto, dal rosa e rosso del cielo, ed ecco la parata di casette in legno, piccole baite “ issate” in due ore, navicelle di gusto e tradizioni. Emanano profumi diversi che sanno di mare e collina, di montagna e costa, di altre province. Più in fondo, dove i Giardini Wagner chiudono in una strettoia più intima e pittoresca, Giuseppe Ruggiero e Simeone Pendolo, astrodivulgatori dell’associazione Astrocampania, guidati dal presidente Massimo Corbisiero che non ha mai fatto mancare il supporto seppure a distanza, puntano il cielo. “ Per il momento c’è troppa luce, dobbiamo aspettare ancora un po’, manca un’ora e poi dovremmo riuscire a vedere Saturno” mi ripete Giuseppe Ruggiero, con quell’entusiasmo negli occhi che si legge soltanto nelle persone che fanno esattamente ciò che amano. Antonella Monetti,musicista, in arte Dolores Melodia, non si stacca mai dalla sua fisarmonica. “ No, io questa non la lascio da nessuna parte” mi ripete con lo sguardo fisso e la voce ferma. Ma la capisco, lo strumento musicale è per un musicista un prolungamento del corpo, di un braccio, di un piede, del cuore. E’ lei a guidare il coro di Koreie, nato da un progetto dell’Associazione Le Kassandre contro la violenza di genere, presieduta da Marianna Hasson e dal 2004 attiva nel contrasto alla lotta di genere. Il Coro di Koreie, finanziato dalla Fondazione Alta Mane Italia, ha come parola d’ordine il riscatto e la fuga dalla violenza anche attraverso l’arte. Le donne che arrivano al Caruso per esibirsi, ce l’hanno fatta, i loro nomi sono nel conteggio dei protagonisti di Agorà e non in un triste titolo di cronaca. Oggi cantano, sorridono e invitano la gente seduta ai tavoli ad intonare Tammurriata nera e ‘O Sarracino, dondolano, come in preda ad una misteriosa malia, come guerriere, e così, cantando, scacciano via la paura, vincono ma non dimenticano ciò che è stato. Mentre tra una foschia e l’altra, si cercano Saturno e i suoi satelliti, la Galassia di Andromeda, la Nebulosa Velo, il resto di una supernova della costellazione Cigno, i produttori offrono il territorio da cui arrivano con una generosità che commuove, e senza fermarsi un istante. Se oggi mi chiedessero cosa è esattamente Agorà, saprei cosa rispondere e senza alcuna esitazione. Agorà è un invito a tavola e un inno alla vita. E’ stare insieme nel modo migliore che, attenzione, non significa soltanto mangiare ma soprattutto accorgersi di quanta bellezza ci circonda. Ad esempio in una costellazione che scopriamo ramificarsi come una ragnatela luminosa sulle nostre teste, o negli occhi di una donna che ce l’ha fatta e, finalmente, ha ricominciato a cantare.
Grazie a:
Azienda Agricola Maida
Azienda Agricola Marco Rizzo
Funicchito Opere dal Cilento
Piccolo Salumificio di Gioi Cilento
Azienda Agricola Michele Ferrante
Azienda Agricola Le Formichelle
Nettuno Prodotti Ittici conservati
Alici di menaica di Donatella Marino
Azienda Agricola biologica Sole di Cajani
Hera nei Campi
I segreti di Diano Sapori Colti
Marisa Cuomo
Tesori del Matese
Caseificio Aurora
Azienda Vinicola San Francesco
Azienda Agricola Francesca Scairato
Associazione Cipolla di Vatolla
Azienda Agricola Biohope
Azienda vinicola Teresa Mincione
Viticoltori De Conciliis
Vini Mastroberardino
Santoro Salumi d’Eccellenza
Biancometa
Matese Officinali
Oyster Oasis
Azienda Agricola Adolfo Grimaldi
Caseificio Aurora
AstroCampania
Le Kassandre
Coro di Koreie
Maria Teresa Scarpa
Christian Cutino
Tony Lucido
Antonio Amato AIS Campania Delegazione Amalfi
Vincenzo Falcone AIS Campania Delegazione Amalfi

Fonte : PositanoNews.it

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