
Un abbraccio ad Alessandro Dì Battista ti aspettiamo per un altro successo. Ricoverato a Cuba in condizioni critiche. L’ex deputato e giornalista (48 anni) si trovava a Cuba per realizzare un reportage. Nella serata di venerdì 28 agosto ha accusato un forte mal di testa seguito da un malore, venendo ricoverato d’urgenza in gravi condizioni all’ospedale di Santa Clara. Riportiamo il suo intervento in occasione del Festival di Giornalismo l’8 agosto scorso a Piano di Sorrento a Villa Fondi.
La geopolitica: Dalla NATO agli algoritmi di Meta
Nel corso della serata, Di Battista ha tracciato una panoramica netta sulle attuali crisi internazionali, senza risparmiare critiche ai blocchi occidentali.
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Il conflitto in Ucraina: È stato descritto come una guerra “fondamentalmente provocata” dall’espansione della NATO. Di Battista ha ribadito un concetto a lui caro, già espresso nei suoi scritti e interventi: “La Russia non è il mio nemico”.
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La tragedia di Gaza e la censura social: Un passaggio forte è stato dedicato al Medio Oriente. Secondo Di Battista, Israele starebbe riuscendo a nascondere la reale portata del genocidio in corso manipolando e agendo sugli algoritmi di Meta (la società che gestisce Facebook e Instagram), silenziando di fatto la diffusione delle notizie sui social network.
Il dramma locale e nazionale: Gentrificazione e inverno demografico
L’argomento che ha colpito più da vicino il pubblico, toccando un nervo scoperto per chi vive e lavora in Costiera Amalfitana e nella Penisola Sorrentina, è stato quello della desertificazione sociale. Le nostre zone stanno subendo una riduzione drastica dei residenti, schiacciate dalla gentrificazione: i giovani fuggono per mancanza di opportunità, lasciando dietro di sé comunità composte prevalentemente da anziani.
Di Battista ha citato il rapporto sulla demografia in Italia intitolato “Volere o potere”, realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con l’Istat. Dal dossier emerge una verità tanto amara quanto logica:
“Un popolo senza giovani è difficile che possa cambiare, essere genitori è da eroi. Fare figli ti impoverisce .Se da una parte la povertà non mette nelle condizioni di fare figli, dall’altra i figli possono rendere poveri. Un paradosso che scoraggia anche i più motivati.”
In sintesi: non si fanno più figli perché le condizioni di partenza non lo permettono e perché la scelta stessa di mettere al mondo un bambino rischia di trasformarsi in una causa di impoverimento per le famiglie.
I veri numeri della crisi
Il crollo delle nascite è la tragedia principale del nostro Paese, un’emergenza che i politici continuano colpevolmente a ignorare. Il trend è impressionante, soprattutto se si chiede ai cittadini di raffrontare questi dati con i miliardi destinati all’aumento delle spese militari.
Ecco il bilancio anagrafico italiano degli ultimi quattro anni:
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2022: 713.000 decessi — 393.000 nascite
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2023: 661.000 decessi — 379.000 nascite
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2024: 651.000 decessi — 370.000 nascite
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2025: 652.000 decessi — 355.000 nascite
Fra venti anni ci saranno venti milioni di persone in meno , chi pagherà le pensioni?
Numeri che, come ricordato a Villa Fondi, non raccontano solo statistiche, ma il lento spegnersi del futuro del nostro Paese.
Fonte : PositanoNews.it