
Chi è Sylvie Guillem la stella della danza ambientalista che sarà premiata al “Massine” a Positano? Sylvie Guillem è una delle ballerine più straordinarie e rivoluzionarie della storia della danza mondiale. Nata a Parigi nel 1965, la sua carriera ha ridefinito i confini del balletto classico e della danza contemporanea attraverso una combinazione sbalorditiva di perfezione tecnica, flessibilità sovrumana e totale libertà interpretativa.
Gli inizi e il trionfo all’Opéra di Parigi Appassionata fin da piccola di ginnastica artistica, disciplina che le ha donato quella straordinaria scioltezza e controllo corporeo che l’avrebbero resa celebre, Guillem è entrata nella scuola di danza dell’Opéra di Parigi a undici anni. Nel 1984, a soli diciannove anni, è stata nominata Étoile (la qualifica più alta per i ballerini della compagnia) dal leggendario coreografo Rudolf Nureyev, allora direttore della danza dell’Opéra. Insieme hanno dato vita a memorabili produzioni classiche, ma il carattere ribelle e indipendente di Guillem l’ha presto spinta a cercare nuove sfide artistiche, portandola nel 1989 a lasciare Parigi per diventare principal guest artist del Royal Ballet di Londra.
La rivoluzione stilistica e i soprannomi Nel mondo della danza è universalmente nota come Mademoiselle Non per la sua intransigenza artistica, il rifiuto dei compromessi e la pretesa di controllare ogni aspetto dei suoi spettacoli, e come The Six O’Clock Ballerina per la sua capacità di sollevare la gamba alla sbarra verticale fino a raggiungere l’angolo dei tre quarti del quadrante dell’orologio. Ha cambiato per sempre il canone estetico del balletto classico: dove prima dominava la grazia eterea e delicata, lei ha introdotto una modernità tagliente, linee geometriche estreme, una forza atletica impressionante e un’intensità drammatica viscerale.
L’incontro con il contemporaneo e il ritiro Nel corso della sua carriera ha lavorato con i più grandi coreografi del Novecento e del panorama contemporaneo, tra cui Maurice Béjart, William Forsythe, Mats Ek e Jiří Kylián, contribuendo a sdoganare il repertorio d’avanguardia anche nei templi sacri del balletto accademico. Ha dato l’addio definitivo alle scene nel settembre 2015 con un tour mondiale d’addio intitolato Life in Progress, culminato in un’emozionante esibizione a Tokyo all’età di cinquant’anni, dimostrando intatta la sua grazia magnetica fino all’ultimo istante sul palco.
Oggi Sylvie Guillem vive lontano dai riflettori, dedita anche a cause ambientaliste e umanitarie, ma il suo lascito continua a ispirare intere generazioni di ballerini che guardano a lei come al simbolo definitivo della libertà creativa e dell’eccellenza tecnica.
Fonte : PositanoNews.it