
Parola di Vincenzo Iurillo: Piano di Sorrento e la splendida cornice di Villa Fondi saranno gli scenari ideali per il Festival del Giornalismo del 2027. E sicuramente sarà così, a prescindere dall’esito delle future dinamiche elettorali. La presenza del Festival in questo spazio magnifico e ben tenuto — un plauso va senza dubbio ai ragazzi che lo custodiscono con dedizione — è garanzia di successo.
Una conferma evidente è arrivata questa sera, nonostante il caldo, e la necessità di qualche ventaglio , con un vero e proprio “pienone” di pubblico accorso per ascoltare l’intervento di Alessandro Di Battista.
La geopolitica: Dalla NATO agli algoritmi di Meta
Nel corso della serata, Di Battista ha tracciato una panoramica netta sulle attuali crisi internazionali, senza risparmiare critiche ai blocchi occidentali.
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Il conflitto in Ucraina: È stato descritto come una guerra “fondamentalmente provocata” dall’espansione della NATO. Di Battista ha ribadito un concetto a lui caro, già espresso nei suoi scritti e interventi: “La Russia non è il mio nemico”.
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La tragedia di Gaza e la censura social: Un passaggio forte è stato dedicato al Medio Oriente. Secondo Di Battista, Israele starebbe riuscendo a nascondere la reale portata del genocidio in corso manipolando e agendo sugli algoritmi di Meta (la società che gestisce Facebook e Instagram), silenziando di fatto la diffusione delle notizie sui social network.
Il dramma locale e nazionale: Gentrificazione e inverno demografico
L’argomento che ha colpito più da vicino il pubblico, toccando un nervo scoperto per chi vive e lavora in Costiera Amalfitana e nella Penisola Sorrentina, è stato quello della desertificazione sociale. Le nostre zone stanno subendo una riduzione drastica dei residenti, schiacciate dalla gentrificazione: i giovani fuggono per mancanza di opportunità, lasciando dietro di sé comunità composte prevalentemente da anziani.
Di Battista ha citato il rapporto sulla demografia in Italia intitolato “Volere o potere”, realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con l’Istat. Dal dossier emerge una verità tanto amara quanto logica:
“Un popolo senza giovani è difficile che possa cambiare, essere genitori è da eroi. Fare figli ti impoverisce .Se da una parte la povertà non mette nelle condizioni di fare figli, dall’altra i figli possono rendere poveri. Un paradosso che scoraggia anche i più motivati.”
In sintesi: non si fanno più figli perché le condizioni di partenza non lo permettono e perché la scelta stessa di mettere al mondo un bambino rischia di trasformarsi in una causa di impoverimento per le famiglie.
I veri numeri della crisi
Il crollo delle nascite è la tragedia principale del nostro Paese, un’emergenza che i politici continuano colpevolmente a ignorare. Il trend è impressionante, soprattutto se si chiede ai cittadini di raffrontare questi dati con i miliardi destinati all’aumento delle spese militari.
Ecco il bilancio anagrafico italiano degli ultimi quattro anni:
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2022: 713.000 decessi — 393.000 nascite
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2023: 661.000 decessi — 379.000 nascite
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2024: 651.000 decessi — 370.000 nascite
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2025: 652.000 decessi — 355.000 nascite
Fra venti anni ci saranno venti milioni di persone in meno , chi pagherà le pensioni?
Numeri che, come ricordato a Villa Fondi, non raccontano solo statistiche, ma il lento spegnersi del futuro del nostro Paese.
Fonte : PositanoNews.it