
L’ascolto delle realtà territoriali e delle categorie produttive rappresenta la strada maestra per il buon governo di qualsiasi territorio. A Positano, la scelta dell’amministrazione guidata da Gabriella Guida di avviare una serie di incontri con le associazioni e gli operatori economici segna un passo significativo nella gestione della perla della Costiera Amalfitana. Come giornale, non possiamo che apprezzare profondamente questo lavoro, tanto impegnativo quanto necessario per il futuro del paese.
Gestire le dinamiche di un territorio d’eccellenza mondiale è un compito complesso e articolato, che richiede strategie diversificate.
La proposta per la cultura e il sociale: un Forum delle Associazioni Per quanto riguarda il mondo del volontariato e della cultura, l’apertura al dialogo è un ottimo punto di partenza, ma per fare il salto di qualità sarebbe necessaria l’istituzione di un vero e proprio “Forum delle associazioni”. Uno strumento di questo tipo permetterebbe di mettere a sistema le energie del paese, coordinando in modo intelligente iniziative e manifestazioni durante tutto l’anno, evitando sovrapposizioni e creando un calendario condiviso.
Il nodo delle categorie economiche e l’assenza di rappresentanza Più delicato e complesso è il confronto con il tessuto imprenditoriale. Sul territorio si avverte, purtroppo, la mancanza di associazioni di categoria (albergatori, commercianti, ristoratori) strutturate e pienamente funzionanti. L’assenza di un fronte compatto rende difficile il dialogo e frena quel processo di autoregolamentazione che sarebbe vitale per un’economia turistica matura.
La vera sfida: la destagionalizzazione e le aperture a rotazione
Il problema principale che l’amministrazione e gli operatori devono affrontare insieme si chiama destagionalizzazione, il vero tallone d’Achille del turismo moderno in Costiera Amalfitana. Mentre altre realtà stanno provando a invertire la rotta — come l’Amalfi del sindaco Daniele Milano, che è riuscita a compiere passi concreti in questa direzione, ma adottando anche una linea dura — a Positano la situazione resta complicata.
Dal 2 novembre fino a marzo, il paese fatica a rimanere aperto, trasformandosi spesso in un vero e proprio deserto durante le ore serali. Per risolvere questo limite storico occorre un’organizzazione capillare del territorio. La soluzione più logica sarebbe quella di dividere il paese per macro-aree storiche: Fornillo, Montepertuso, Mulini e Spiaggia Grande, istituendo un sistema di aperture a turno per ristoranti e bar. Una turnazione ben pianificata e rispettata garantirebbe la sopravvivenza dei servizi essenziali per i residenti e accenderebbe una luce per i visitatori nei mesi invernali.
Cercare di unire e coordinare un tessuto economico e sociale così frammentato non è un’impresa semplice. Tuttavia, l’impegno dell’amministrazione Guida nel voler affrontare questa sfida a viso aperto è un segnale di grande responsabilità istituzionale che merita sostegno e attenzione.
Fonte : PositanoNews.it