
Positano, Costiera amalfitana . Ci sono sere in cui il tempo sembra fermarsi, o meglio, decide di correre all’indietro. È quello che è successo durante la recente messa e festa per Santa Margherita, nel cuore di Fornillo, il mio quartiere. Un evento che non è stato soltanto una celebrazione religiosa, ma un vero e proprio viaggio nell’anima e nella memoria.
Un amarcord tra profumi e ricordi di famiglia
A volte basta un dettaglio per riaprire i cassetti dei ricordi più cari. Per Marcel Proust era una madeleine affondata nel tè; per me sono state le graffe di Pupetto. È bastato quel profumo inconfondibile per riportarmi a quando ero solo un bambino, mano nella mano con mia mamma Anna Maria, che mi accompagnava a messa.
In quel quadretto familiare c’era sempre un’immagine che mi è rimasta scolpita nel cuore: mio padre Bartolo. Nonostante stesse lavorando duramente, trovava sempre il tempo di fare una sosta, fermarsi un momento anche lui in Chiesa e dedicare un pensiero al Cielo. Vedere la sua devozione e il suo spirito di sacrificio mentre mandava avanti la giornata è una lezione di vita che non ho mai dimenticato.
Misticismo e commozione: la celebrazione
La funzione religiosa ha regalandoci momenti di profonda riflessione e suggestione spirituale:
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La predica di Don Nicola Sarno: Il vice parroco, originario di Amalfi, ha toccato le corde del cuore parlando della metafora del seme che deve morire per poter rinascere. Un invito potente a far morire il nostro ego, troppo spesso ingombrante, per poter finalmente fiorire e portare frutti d’amore verso gli altri.
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La benedizione delle partorienti: Don Danilo Mansi ha reso la serata ancora più toccante celebrando la benedizione delle mamme in attesa, un momento di pura grazia che ha riempito la chiesa di un’atmosfera calda e familiare.
La festa della comunità: tra dolcezza e istituzioni
Terminata la messa, la gioia si è spostata all’esterno, dove la comunità si è ritrovata per un momento di condivisione e festa. Tra risate e chiacchiere, non sono manchevoli i dolci tradizionali e le immancabili graffe con dolci offerti con generosità anche da Beniamino Caldiero.
Fornillo ha risposto con grande calore, vedendo la partecipazione sentita di tutta la cittadinanza e delle istituzioni locali. Trattandosi del suo quartiere, non poteva assolutamente mancare la sindaca Gabriella Guida, accompagnata dalla Giunta, dal vice sindaco Emanuele Cafiero e dall’assessora Elena Mascolo. A testimonianza di come certe tradizioni sappiano unire l’intera comunità al di là dei ruoli politici, era presente anche il consigliere di minoranza Nino Di Leva.
Il valore della cura: un grazie speciale
Un evento così ben riuscito vive del lavoro silenzioso di chi ama profondamente questi luoghi. Un grazie immenso e infinito va ad Antonio Cioffi, che con dedizione incrollabile ha preparato la chiesa: la cura, la ama e la custodisce come una casa propria.
Proprio Antonio, insieme a Don Danilo Mansi, si è fatto promotore di un’iniziativa culturale di grande valore: la pubblicazione di un pregevole libretto dedicato a Santa Margherita e alla sua Chiesa, un piccolo tesoro che custodisce la storia e la devozione del nostro amato quartiere.
Nel video della benedizione don Danilo Mansi ha sottolineato come le feste patronali e di quartiere continuano a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la vita comunitaria, unendo devozione religiosa, storia locale e senso di appartenenza [00:00]. È quanto emerso durante la celebrazione in onore di Santa Margherita, un momento di raccoglimento e festa che ha visto come fulcro la tradizionale benedizione delle donne partorienti e delle loro famiglie [04:35].
Le chiese come custodia di fede e bellezza
Nel corso dell’omelia e dei saluti comunitari, è stato sottolineato come le chiese di quartiere, pur trovandosi talvolta “soffocate” tra le abitazioni moderne [00:21], rappresentino l’anima stessa del territorio e un richiamo costante alla fede e alla memoria dei padri [00:11, 00:51].
Un richiamo storico importante è stato fatto alla fine del Settecento (con riferimento all’iscrizione del 1790 presente nella chiesa) [01:51]: un’epoca in cui, mentre la società poneva la sola ragione al centro di tutto [01:42], la comunità sentì il bisogno di rinnovare ed abbellire i propri luoghi di culto per riaffermare la propria identità spirituale [02:11]. Da qui l’invito rivolto a genitori e nonni a educare le nuove generazioni alla custodia della bellezza e a mantenere viva la fiamma della devozione [02:39, 02:57].
Il rito della benedizione delle partorienti
Il momento più toccante della celebre memoria di Santa Margherita — tradizionalmente invocata tra i santi ausiliatori a protezione delle gestanti [03:16] — è stata la preghiera e la benedizione impartita alle future madri [04:35].
Durante il rito, la comunità si è stretta attorno alle famiglie per accompagnare il tempo dell’attesa e invocare protezione per i nascituri e per un parto felice [04:35, 05:19]. A ricordo dell’evento, alle madri presenti è stato consegnato un piccolo simbolo devozionale [06:15], con l’augurio di vivere appieno la grazia e il ruolo della maternità sotto la protezione di Santa Margherita e della Vergine Maria [05:28, 06:38].
Sere come questa ci ricordano chi siamo, da dove veniamo e quanto sia fondamentale custodire le nostre radici e i nostri affetti più cari.
Fonte : PositanoNews.it