Ravello MARIO SCHIAVO: Melius re perpensa! Ma anche “il tempo è galantuomo.

1 Ottobre 2026
Ravello MARIO SCHIAVO: Melius re perpensa! Ma anche “il tempo è galantuomo.
Di  Secondo Amalfitano
Oggi è stata una bella giornata!
Da questa mattina, i giardinetti antistanti il Municipio di Ravello sono ufficialmente intitolati al Prof. Mario Schiavo.
Un’iniziativa meritoria, per ricordare ai posteri la figura di un Ravellese autentico, che mi rende felice e orgoglioso.
Orgoglioso perché, 28 anni fa, a pochi giorni dal mio insediamento a Sindaco di Ravello e a soli sette mesi dalla scomparsa del Prof. Mario Schiavo, scrissi alla vedova, Signora Rosa Pagano, la lettera allegata, ricevendo una garbata ma ferma risposta, con l’invito a desistere da qualsiasi iniziativa.
Felice perché, dopo 28 anni, Ravello celebra degnamente un suo concittadino che ha incarnato autenticamente valori quali l’attaccamento alle radici, la riconoscenza e la gratitudine per il luogo che ti ha dato tanto e per la sua storia.
Mario Schiavo lo merita perché, nella sua vita, a Ravello, ha fatto una cosa semplice ma straordinaria: HA REGALATO AL SUO PAESE TUTTO QUELLO CHE AVEVA E SAPEVA FARE. Ha dato la sua arte e la sua cultura come forma di riconoscenza e gratitudine.
Queste cose non le ho lette sui giornali o sui social: le ho vissute direttamente e personalmente, quando andavamo in giro con la tarantella e “’o prufessor Mario” era l’unico spauracchio che riusciva a contenere l’euforia del goliardico gruppo di musici (Fedele, Enzo, mast’Antonio, Pantaluncin, mastu Mario), per non parlare di quello, ancor più goliardico, dei “ballerini”; ma lui era anche il leader del gruppo folk che rappresentava la Ravello colta e perbene nelle nostre “tournée”; oppure quando preparavamo la Messa di Natale con il coro della cattedrale, non nell’ampia e fredda chiesa, ma nella sua piccola abitazione, modesta ma calda e accogliente, con l’immancabile “sigaretta pausa”- come era solito dire – per lui, e una tazza di tè per noi.
Poco importa se sono trascorsi 28 anni; poco importa se è un giardinetto o uno spartito a far vivere ancora Mario Schiavo. Quello che importa, oggi più che mai, è l’insegnamento che ci viene dalla sua vita:
“ESSERE AUTENTICAMENTE RAVELLESE SIGNIFICA RESTITUIRE A QUESTO PAESE ALMENO UNA PICCOLA PARTE DI QUELLO CHE RAVELLO DÀ A TUTTI E A PIENE MANI”.
Purtroppo, la moda del momento è tutt’altra, e il verbo che la supporta non è il DARE, ma il PRENDERE.
Speriamo che i più piccoli presenti oggi si facciano illuminare per la loro ravellesità, da chi non c’è più e non da chi c’era.

Fonte : PositanoNews.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
powered by SirenumLandCommunication P.IVA 05464860658 - info@sirenumlandcommunication.it
Close

Utilizzando e continuando a navigare su questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi