Sorrento, cambiamenti climatici e malattie dal Dengue al West Nyle . Ma i pericoli vengono anche da, mare

25 Settembre 2026

L’estate appena trascorsa ha registrato temperature record, classificandosi come la più calda dal 1950. Questo dato non rappresenta soltanto una preoccupante anomalia meteorologica, ma un severo campanello d’allarme per la salute pubblica globale. L’innalzamento cronico delle temperature e l’estremizzazione del clima stanno alterando profondamente gli ecosistemi terrestri, creando le condizioni ideali per la proliferazione e la rapida espansione geografica di numerose malattie infettive.

L’emergenza climatica e le sue dirette e tangibili conseguenze sulla sanità pubblica sono stati al centro di un importante momento di riflessione e divulgazione questa sera presso  Sala degli Specchi del Museo Correale di Sorrento aprirà le porte al convegno intitolato “Impatto del cambiamento climatico sulla salute e sulle malattie infettive“.

L’evento è ideato e promosso dalla sezione Penisola Sorrentina della Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) e vanta il patrocinio istituzionale del Comune di Sorrento. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare la comunità sulle sempre più strette interconnessioni tra l’innalzamento globale delle temperature, l’alterazione degli ecosistemi e la conseguente proliferazione di agenti patogeni e vettori virali in aree un tempo considerate sicure .L’evento ha visto  partecipazione di Cristina D’Esposito, Presidente della Fidapa sezione Penisola Sorrentina e dall’Assessore alla Cultura Annalisa Pecoraro.

A curare l’approfondimento scientifico e ad addentrarsi nel cuore delle criticità sanitarie due autorevoli relatori: il Prof. Agostino Aversa e il Prof. Francesco Faella. Le fila del dibattito sono state tenute alla Dott.ssa Marialaura Gargiulo, alla quale è affidato il ruolo di moderatrice dell’incontro.

L’avanzata delle malattie trasmesse da vettori

Il legame più diretto tra riscaldamento globale e malattie infettive riguarda i vettori, ovvero quegli organismi — principalmente insetti come zanzare, zecche e pappataci — che trasportano i patogeni da un ospite all’altro. Insetti che un tempo prosperavano esclusivamente in aree tropicali o subtropicali stanno trovando habitat ospitali anche a latitudini temperate, come l’Europa meridionale.

  • Dengue, Chikungunya e Zika: La zanzara tigre (Aedes albopictus), originaria del sud-est asiatico, ha ormai colonizzato stabilmente gran parte del bacino del Mediterraneo. Inverni più miti le permettono di sopravvivere tutto l’anno, aumentando il rischio di focolai autoctoni di malattie un tempo considerate esclusivamente “di importazione”.

  • West Nile Virus (Febbre del Nilo Occidentale): L’aumento delle temperature accelera il ciclo riproduttivo delle zanzare comuni (Culex) e riduce il tempo di incubazione del virus al loro interno. Le estati torride prolungano la stagione di trasmissione, moltiplicando i casi di infezione umana e animale.

  • Malattia di Lyme e TBE: Il caldo anticipato e l’assenza di gelate prolungate espandono il periodo di attività delle zecche, spingendole inoltre a colonizzare quote altimetriche e latitudini settentrionali precedentemente precluse.

Acqua, eventi estremi e patogeni emergenti

Il cambiamento climatico non si manifesta solo con il caldo, ma anche con la profonda alterazione del ciclo idrologico. L’alternanza tra siccità estreme e precipitazioni di inaudita violenza ha un impatto diretto sulla trasmissione di agenti patogeni.

  • Malattie a trasmissione idrica: Le alluvioni e le inondazioni improvvise travolgono i sistemi fognari, contaminando le falde acquifere e le reti idriche potabili. Questo crea terreno fertile per epidemie di colera, leptospirosi, tifo e gravi infezioni gastrointestinali.

  • Acque calde e batteri marini: L’innalzamento della temperatura dei mari e delle acque costiere stimola la fioritura di alghe tossiche e favorisce la proliferazione di batteri come i Vibrio (tra cui il Vibrio vulnificus). Il contatto con acque contaminate o l’ingestione di molluschi infetti espone l’uomo a infezioni molto pericolose.

La risposta necessaria: l’approccio “One Health”

Affrontare una minaccia di questa portata richiede un radicale cambio di paradigma. La comunità scientifica internazionale promuove l’approccio One Health, un modello che riconosce l’indissolubile interconnessione tra la salute umana, quella animale e la salute degli ecosistemi.

Per difendersi da questo mutamento serve:

  1. Potenziamento della sorveglianza: Implementare sistemi di monitoraggio epidemiologico ed entomologico in grado di tracciare tempestivamente la comparsa di vettori e l’insorgenza di focolai in aree inedite.

  2. Adattamento strutturale: Adeguare le infrastrutture igienico-sanitarie e idriche per resistere agli urti degli eventi climatici estremi.

  3. Gestione del territorio: Intervenire sulle aree urbane per ridurre le isole di calore e gestire correttamente le acque stagnanti, eliminando i siti di riproduzione delle zanzare.

Il record termico raggiunto in questa stagione estiva non è un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di una tendenza in atto. La crisi climatica è, a tutti gli effetti, una crisi sanitaria strutturale. Ridurre drasticamente le emissioni di gas serra per mitigare il surriscaldamento globale non è più solo una questione di tutela ambientale, ma il primo e più importante presidio medico per impedire che le malattie tropicali diventino la nuova normalità alle nostre latitudini.

Fonte : PositanoNews.it

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