Ticciano si veste di tradizione: il 21 giugno la “Paranza r’o Tramuntan” porta la Tammurriata dell’Avvocata da Zio Claudio

21 Maggio 2026

C’è un filo invisibile, fatto di storia, ritmo e passione, che unisce i borghi dei Monti Lattari. Questo legame profondo si stringerà in un abbraccio indimenticabile il prossimo 21 giugno, quando la suggestiva frazione collinare di Ticciano, a Vico Equense, farà da scenario a un appuntamento imperdibile che celebra la più autentica cultura popolare campana.

Il palcoscenico di questa serata speciale sarà il ristorante “Zio Claudio Anema e Core“, un luogo che è diventato un vero e proprio punto di riferimento per chi cerca la genuinità culinaria della penisola.

Il ritmo del territorio: arriva la Tammurriata dell’Avvocata

Ospite d’onore della serata sarà “A paranza r’o tramuntan”, una delle formazioni più autorevoli e amate nel panorama della musica popolare di Tramonti. La paranza porta con sé un patrimonio culturale immenso, un’eredità che si tramanda di generazione in generazione e che trova la sua massima espressione nella tammurriata dell’Avvocata.

Questo ritmo ipnotico e travolgente, scandito dal battito dei tamburi e dal suono delle nacchere, è da sempre legato alle radici più intime del nostro territorio, capace di raccontare la devozione, la gioia e il senso di comunità della Costiera e dell’entroterra. Non una semplice esibizione, ma un vero e proprio rituale sonoro che trascinerà i presenti in un viaggio a ritroso nel tempo.

La ristorazione collinare: un’eccellenza fatta di sacrifici

L’evento del 21 giugno rappresenta anche la perfetta celebrazione di quel microcosmo gastronomico che pulsa nei borghi collinari di Vico Equense. Lassù, lontano dai flussi turistici di massa del lungomare, resiste e prospera una grande ristorazione legata a doppio filo al territorio.

La realtà di “Zio Claudio Anema e Core” a Ticciano ne è l’esempio plastico: un’attività dove il successo si misura attraverso la passione quotidiana, il sacrificio, l’impegno costante e la ricerca della bontà assoluta delle materie prime locali. La cucina di questi borghi non è solo cibo, ma è il racconto commestibile di una terra generosa e di persone che lavorano per preservarne l’identità.

Fonte : PositanoNews.it

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