
di lucio esposito
Ieri sera, giovedì 25 giugno, l’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel ha regalato ai suoi ospiti una serata indimenticabile, trasformando la sua storica terrazza in un palcoscenico d’eccezione per l’inaugurazione de “La Dolce Riviera”. Il nuovo concept estivo del prestigioso brand alberghiero ha preso vita contemporaneamente in tre perle del Mediterraneo: Roma, Nizza e Amalfi, unendo idealmente le coste più affascinanti d’Europa.
Un connubio tra storia e alta moda
Frequentare l’Anantara Convento di Amalfi è sempre un’esperienza che va oltre il semplice soggiorno: è un vero e proprio bagno di raffinatezza, dove l’architettura monastica del XII secolo si fonde armoniosamente con gli standard di un moderno albergo di lusso, il tutto incorniciato da una spettacolarità paesaggistica che toglie il fiato. Nonostante una serata che ha visto il cielo farsi capriccioso e piovigginoso, il direttore Fabio & la sua equipe, ha saputo orchestrare l’evento con magistrale competenza, trasformando le condizioni meteorologiche in un elemento di atmosfera quasi intima e raccolta.
Protagonista assoluto della serata, in partnership con l’hotel, è stato il leggendario brand americano Judith Leiber Couture, celebre nel mondo per le sue iconiche minaudières in cristallo, capolavori di artigianato che oggi arricchiscono le collezioni permanenti dei più importanti musei, dal Metropolitan di New York al Victoria & Albert di Londra. Per questa occasione esclusiva, il brand ha presentato la nuova collezione “La Dolce Vita”, creata appositamente per celebrare questo sodalizio.
Il momento più suggestivo ha visto la designer e la curatrice del progetto “La Dolce Vita” mescolarsi tra gli ospiti, mostrando da vicino le preziose creazioni, autentici gioielli indossabili che brillavano sotto le luci della terrazza.
Un viaggio sensoriale ed esperienziale
La terrazza, che in epoche passate ospitava le passeggiate meditative dei monaci e, durante il celebre “Gran Tour”, ha accolto migliaia di viaggiatori stranieri e artisti, ha rivissuto ieri momenti di pura magia. L’evento ha celebrato la cultura e l’eccellenza attraverso una serie di performance artistiche: pittori, caricaturisti e giovani in costumi d’epoca hanno ridato vita allo spirito creativo del luogo. In particolare, è stata catturata la magia della pittura dal vivo, con artisti che immortalavano scorci della costiera in tempo reale, rendendo omaggio alla lunga tradizione di pittori che hanno eletto Amalfi come fonte di eterna ispirazione. Anche il palato è stato protagonista: la nota gourmet della serata ha saputo unire le eccellenze territoriali con omaggi gastronomici alle altre sedi di Anantara. Gli ospiti hanno potuto degustare le rinomate olive cilentane e le prelibatezze dei maestri casari del Caseificio De Gennaro di Vico Equense, in un percorso di sapori che ha richiamato le tradizioni di Nizza e Roma, in un abbraccio ideale tra le città coinvolte nel progetto.
Tra musica di sottofondo, scene di grande emozione e il fascino senza tempo della struttura, il party si è confermato come uno degli eventi più raffinati dell’estate amalfitana, segnando un inizio spettacolare per La Dolce Riviera.





Judith Leiber: L’Arte di Trasformare il Lusso in Favola
Nel mondo della moda, pochi nomi evocano lo stupore e la meraviglia quanto quello di Judith Leiber. Le sue celebri minaudières non sono semplici borse, ma vere e proprie sculture indossabili, piccoli scrigni di cristallo che hanno segnato la storia del costume, diventando oggetti del desiderio per First Lady, star del cinema e collezionisti di tutto il mondo.
Dalle origini in Ungheria al sogno americano
La storia di Judith Leiber, nata Judit Pető a Budapest nel 1921, è un racconto di resilienza e ingegno. Destinata dalla famiglia a una carriera nella chimica, il destino la portò altrove quando, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dovette abbandonare gli studi. Fu proprio in quel periodo drammatico, tra le privazioni dell’occupazione nazista, che Judith scoprì la sua vocazione: imparò l’arte della pelletteria, diventando la prima donna a entrare nella Gilda degli artigiani ungheresi.
Dopo essere sopravvissuta all’Olocausto, nel 1946 sposò Gerson “Gus” Leiber, un sergente dell’esercito americano. L’anno successivo, la coppia si trasferì a New York, dove Judith iniziò a lavorare come modellista per diverse aziende di moda, affinando una tecnica impeccabile che le permise, nel 1963, di fondare il proprio marchio, il Judith Leiber Brand.
La nascita di un’icona: l’invenzione della minaudière
Il successo globale arrivò grazie a un colpo di genio nato, curiosamente, da un imprevisto. Per risolvere un difetto di placcatura su una borsa metallica, Judith decise di coprire l’intera superficie con piccoli cristalli. Il risultato fu una rivoluzione: quella che era nata come una soluzione tecnica divenne il suo marchio di fabbrica.
Da quel momento, le sue borse iniziarono a prendere le forme più stravaganti e fantasiose: cupcake, animali esotici, fette di anguria, fiori e oggetti quotidiani trasformati in pezzi di alta gioielleria. Realizzate interamente a mano e arricchite da migliaia di cristalli Swarovski, le borse di Judith Leiber non seguivano le tendenze stagionali, ma diventavano oggetti senza tempo, oggi custoditi nelle collezioni permanenti di istituzioni prestigiose come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra.
Un retaggio immortale
Per decenni, Judith Leiber è stata il punto di riferimento per l’eleganza ufficiale. Quasi tutte le First Lady americane, da Mamie Eisenhower a Hillary Clinton, hanno scelto le sue creazioni per le occasioni più solenni, compresi i balli inaugurali.
Ritiratasi dalle scene nel 1998, Judith ha continuato fino alla fine a incarnare il valore della dedizione e della qualità assoluta. Scomparsa nel 2018, poche ore dopo il marito Gerson, lascia dietro di sé un’eredità che va oltre la moda: la dimostrazione che, con talento e determinazione, anche gli oggetti più comuni possono trasformarsi in arte capace di illuminare i momenti più preziosi della vita.

Fonte : PositanoNews.it







