
Piano di Sorrento, San Michele e la tradizione dell’ombrello: quando la fiera era una fiera (e la pioggia non mancava mai)
A Piano di Sorrento, l’arrivo di San Michele ha sempre portato con sé un inequivocabile sapore autunnale. C’è una tradizione antica e profondamente radicata nella memoria dei carottesi che lega i festeggiamenti del Santo Patrono a un acquisto quasi obbligato: l’ombrello. Non si trattava di un semplice vezzo consumistico, ma di una necessità dettata dalla saggezza popolare e dal calendario. La fine di settembre segnava il vero cambio di stagione e, puntualmente, la festa veniva “battezzata” da acquazzoni improvvisi. Comprare un ombrello nuovo passeggiando tra le bancarelle era il rito collettivo che inaugurava l’autunno.
E a proposito di pioggia, la memoria storica del paese non può che tornare agli anni ’90. Un’immagine emblematica, rievocata anche dagli scatti condivisi da “Sorrento a colori”, racconta di un fortissimo temporale che si abbatté sulla fiera provocando non pochi danni alle strutture degli ambulanti. Un imprevisto meteorologico che, riletto oggi, strappa un sorriso amaro e molta nostalgia a chi ha vissuto quell’epoca.
Proprio ripensando a quegli anni, salta all’occhio la trasformazione genetica che ha subito l’evento. Dagli anni ’90 fino a circa il 2010, la fiera di San Michele era, appunto, una vera fiera. Ogni ambulante arrivava a Piano di Sorrento montando la propria personale bancarella: strutture eterogenee, diverse per stile, dimensioni e colori, che creavano un disordine vitale e pittoresco. L’unica incombenza per i commercianti era il pagamento del suolo pubblico.
Oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il caos colorato ha lasciato il posto a una rigida uniformità estetica: i percorsi sono scanditi da stand bianchi, tutti identici e preallestiti. L’organizzazione ha cambiato le regole del gioco, imponendo agli espositori di pagare al Comune non solo l’occupazione del suolo, ma anche l’affitto della struttura standardizzata.
Maggiore ordine visivo, certo, ma è inevitabile constatare come questa omologazione abbia sacrificato l’atmosfera rustica e autentica di un tempo. In attesa di passeggiare nuovamente tra gli stand di quest’anno, il pensiero corre al passato: quanti di voi ricordano ancora i colori, le voci e i proverbiali temporali della fiera di San Michele degli anni ’90?
Fonte : PositanoNews.it