
C’è un luogo in Campania dove l’afa estiva si arrende, dove i boschi offrono un riparo naturale e l’orizzonte si tuffa direttamente nel Golfo di Napoli. È il Monte Faito, la “montagna sul mare” che, a dispetto delle cicliche carenze infrastrutturali, continua a confermarsi un crocevia di lingue, culture e turismo.
Oggi, il Faito parla inglese, spagnolo e tedesco, ma soprattutto parla la lingua della resilienza. Nonostante la chiusura temporanea della storica funivia – l’impianto che da oltre 70 anni rappresenta il cordone ombelicale con la valle – la montagna non si è svuotata. Anzi, nei fine settimana si registra un autentico e costante “strapieno”.
L’oasi del fresco e il turismo attivo
Il segreto di questo successo ha due volti: un clima impareggiabile e un’offerta che si è saputa rinnovare. A farsi carico di questa rinascita sono in primis gli operatori locali, veri e propri custodi della montagna. Al centro di questo rilancio c’è anche Danilo Somma, vulcanico proprietario dell’albergo Sant’Angelo un vero e proprio punto di riferimento . Somma non si è limitato ad attendere i turisti, ma ha trasformato il Faito in una vera e propria destinazione per il turismo esperienziale.
Vicoequense Outdoor
Sotto la sua spinta e quella di altri operatori del territorio, la montagna è diventata una palestra a cielo aperto. I visitatori, oggi, possono provare l’adrenalina dei voli in parapendio, dedicarsi al trekking sui suggestivi sentieri della vetta, oppure optare per attività più rilassanti come lezioni di tiro con l’arco e sessioni di pilates e yoga immersi nel silenzio del bosco. A questo proposito, per gli amanti della natura e delle camminate, l’invito è quello di consultare il calendario di escursioni gratuite offerte dal Comune di Vico Equense attraverso il progetto “13 Porte”, a cui ha collaborato attivamente lo stesso Somma. Un’iniziativa preziosa che permette di scoprire le bellezze e i percorsi del territorio vicano in totale sicurezza, accompagnati da guide escursionistiche autorizzate ed esperte.
Il microclima
La vera calamita resta però quel “fresco che non c’è da nessuna parte”. Un refrigerio naturale che, specialmente nei weekend roventi, spinge migliaia di campani e turisti stranieri a inerpicarsi fin sulla vetta per sfuggire alla morsa dell’afa cittadina.
Il nodo viabilità: l’urgenza della strada da Castellammare
Eppure, l’entusiasmo degli operatori e il boom di presenze si scontrano con i vecchi nodi irrisolti della politica e della gestione territoriale. Con la funivia ferma, il peso dell’accoglienza e della logistica grava interamente sull’unica arteria stradale attualmente fruibile, quella che sale da Vico Equense. L’attenzione è tutta rivolta al versante stabiese. La riapertura in totale sicurezza della strada che collega il Faito a Castellammare di Stabia non è più percepita come un’opzione, ma come una necessità vitale per garantire il futuro turistico della montagna.
Fonte : PositanoNews.it